Presentazione Scuola Estiva 2013

La costruzione della maternità. Storia, scienza, riflessione femminista

L’edizione 2013 della Scuola Estiva della SIS è stata dedicata alla maternità declinata secondo vari aspetti: come fatto sociale, al centro di linguaggi molteplici che hanno normato e in definitiva costruito comportamenti individuali e familiari, ruoli e identità di genere; come immaginario simbolico ma anche come esperienza, mutevole e plurale, dotata di forti implicazioni soggettive: snodo, in positivo o in negativo, di autorappresentazioni, memorie, narrazioni, scritture soggettive delle donne.
La nostra attenzione si è concentrata su alcuni dei più significativi ambiti storici di costruzione della maternità, che percorrono variamente il campo di tensione tra corpo e mente, «natura» e «cultura», individui, famiglie, società e istituzioni: la scienza medica, il diritto, i media, la teoria politica, la narrazione di sé.
Forme recenti di costruzione mediatica della maternità quali i blog delle madri ci hanno offerto chiavi di riflessione critica sulla rappresentazione della maternità contemporanea e il suo rapporto controverso con la memoria delle generazioni precedenti. Le blogger sperimentano nuove forme di comunicazione della propria esperienza, della criticità dell’essere madri oggi, della sfasatura tra le retoriche e il mito della maternità e le reali condizioni con cui si trovano a combattere, dalla realizzazione sociale al desiderio di fare figli, al precariato.
A questo abbiamo accostato una riflessione sulle giovani donne degli anni Settanta e dell’esperienza femminista, presso le quali la maternità si impose come scelta, ma anche come possibile rifiuto: un atto rivoluzionario di separazione tra la libertà di essere e la gabbia normativa di un’identità di genere declinata come granitica e astorica dal discorso pubblico e dalle norme private. Il rifiuto della maternità come scelta consapevole si opponeva a ciò che spesso, in precedenza, era stato un malessere sordo, «contro natura», apparentemente irrazionale, psichico, da interpretarsi col canone della «follia» femminile. Proprio la storia, invece, e, in particolare, il dibattito attorno alle trasformazioni di lungo periodo delle tecniche di fecondazione «artificiale», evidenziano l’intrecciarsi continuo, attorno alla maternità, di «natura» e «artificio», riportando al centro del discorso desideri e poteri, limiti dei corpi e possibilità di esperienze materne.
Nelle giovani donne di oggi le scelte sono molteplici, la maternità e il rifiuto della maternità sono parte di un campo di tensione dove le disponibilità economiche e lavorative complicano i desideri e la percezione di sé e del proprio corpo. D’altra parte, inedite forme di genitorialità, come quelle sperimentate nelle nuove famiglie allargate e ricostituite, in quelle “arcobaleno”, non più ancorate alla eterosessualità, o legate alla disponibilità di uteri in affitto, aprono scenari in cui i ruoli materni e paterni si vanno scomponendo e intrecciando in nuovi modi.

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